domenica 8 luglio 2012


  IntermezZo ludicO






giovedì 5 luglio 2012



  framMenti di lugLio

andiamo a vedere il sole,
andiamo a vedere il sole che sorge,
 

andiamo a vedere il sole che sorge
prima che il giorno 


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Coordinate 

 in posizione fetale

 nel grembo dell'universo


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Voli


Dio che ci mandria come i piccioni,
alcuni volano come le aquile


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Epigone e

Mi lascio a un amore che non e che non c'è, 
accesi di sguardi laceri pieniagresti,
emozioni stipate,  proiezioni,  vuoti,

sentimenti telepatici a fronde, 
onde e invece tutto è,
aspiro a una noia amorosa,

vado al mare ?
ora no, più tardi forse o mai più, e se incontro
o mi vede, o non mi muovo,
o non saluto, o ricordo dietro occhiali da sole evado,
o mi faccio non faccio il bagno,
mi metto non metto la crema, pelle arrossata, angoscia, 

sale di lacrime, prova costume,
strozzato all'imboccatura del colon rabbia pestata, amaro, 
bocche cucite, cuore infranto
e chi chiamare, no, non, no, polveri bagnate,
appello alla morte rinascita, summa theologica, speranza,
suicidio - inflazionato anche quello - ,
nessuno ci credo più in niente e pertanto un posto libero,
e poi il sole che arriva fino all'odore delle alghe 

la pozzanghera tenuta insieme dagli scogli i granchi,
la pianatura dell'adriatico
bagnanti, 
caldo, leggera brezza, 
il sole che picchia sugli ombrelloni 
e poi quando tutto tramonta tutto sembra rimesso insieme 
tutto ogni cosa insieme, l'uomo ovunque, l'uomo in nessun luogo,
l'uomo invisibile, vuoti, sonno profondo, banana yoshimoto,
viaggiatori nella notte, le prime luci, granchi,
il tempo che viene, postoristoro, il mio nome è legione, canti, 
estateautunnoinvernoprimaveraeancora,
vere allucinazioni, dmt, credo in un solo oblio, lsd,
silene capensis,
     l'ultimo demone,
 

dio come mi manca, quello che mi fai sentire
che mi manca,
            come mi manca.




giovedì 14 giugno 2012


  Di giugno


Lungo la via 

Era la cosa meno poetica su cui avesse mai posato lo sguardo,
la più impoetica,
creaturale si, non abbastanza umana,
non abbastanza,
implume, scorza di cuore, luce di luce,
gravità zero,
smembrata non tanto da essere infinita,
spenta come se fosse accesa da sempre,

come rimettersi a,
 come a un amore che.


***

Le particelle elementari

Luce dopo luce fuggivano le cose,
verde un suono roteava,
tenuto raccolto in un intero
aperto puro cosmo
alla radice.




mercoledì 6 giugno 2012


 De Rerum Natura


***

Tra le piastrelle e il muro
c’è lo spazio per un’estasi.
Le intercapedini: punto di fuga
per lo sguardo.                                                           
Decolliamo.                                                                              
Arriverei persino all’altezza
dei tuoi occhi,
se non fossi così asciutta
rubata all’ombra di una magra settimana.


***

Un anfiteatro di cuscini per addormentarmi
in un interminabile sogno.
La scala delle frasi recitate al buio
ci porta sulla soglia di una nuova attenzione.
Due minuti per il sonno
quattro per chiarificare il respiro
le ossa.
L’intonaco bianco toglie peso al corpo
come l’assenza di pensiero
l’inizio
prima che i colori nascessero.


         ( Da Lavori di scavo__Ossigeno - Vanessa Sorrentino )

sabato 2 giugno 2012


Prospettive amorose

bucato scrivo
afferro luce
creature prime 
estratte in vita
a questo corpo
  appena sorte

siamo



                    






mercoledì 30 maggio 2012


    da Letture 

Guardare con perfetta anima

Guardare con perfetta anima
qualità - peso
una certa conduttibilità dell'umano
è soprattutto riconoscere
la primitiva predicazione del tempo
la pulizia che porta
questo grado che il presente sgombra
qualcosa di silenzioso e infallibile anche a me
mentre torno a casa
e non aspetto una scrittura anticipata
ma la vita che avviene

come una manna aperta
lenta
una lingua proporzionale alla mia bocca.








essenziale destinazione


Inizia questa notte come altre ombre dove le parole cambiano di nome e riformano nel buio la loro essenziale destinazione quando anche parlare buonanotte è l'operazione eccessiva di una luce.









Osso della sedia

Bevo nell’ osso della sedia senza tavolo
una tisana perfetta.
Tra poco anche questa sedia
verrà battuta.
Forse bisognava restare così
senza avere più nulla su cui poggiare i gomiti

per reimparare una postura.

Ho sempre avuto paura di uno strappo.
Mi trovo a meno di trent’anni
due figli e un matrimonio rotto.

Ed è la quarta casa che cambio in quattro anni.

Ma è silenzioso tenere tutti i pezzi in un intero.
Non emettere dolore.

Piove.

Senza più un suono su cui poggiare
una parola.


dove i salmoni risalgono le leggi



Voglio un campo da coltivare 
una terra sala della musica 
dove i salmoni risalgono le leggi e le frecce di bambù 
diritte come i giorni che verranno un campo di pupille rosse una terra aperta come un petto e intere mandrie di fulmini e intere religioni di alberi per l'Imperatore. 


 










distillazione stretta

Per non dimenticare l'inventario                                      
affinchè da me medesima 
io non sia visibile solo in senso lato
sono giunta a una distillazione stretta
- azione - abito - lavoro
più che formulazione radicale della mia corporatura
il peso complessivo di un luogo della mente
quella vista incombente quando si pensa a un intero
che non si legge tutto in una volta - ma si sente
dopo le frizioni con l'aceto
fino a non avere di ogni idea compresa una scrittura
ma lavar via l'amore dal limite astuto delle cose
quando tornerà visibile
la botanica del Figlio unicamente
per aver potato una parola al giorno.
Un gesto.

domenica 27 maggio 2012



        il Pasto


       Mezzo kiwi sul tavolo, 
                   uno scampolo di banana,
       e poco oltre 
                            un caffè che fuma 

                  un dialogo asciutto