Visualizzazione post con etichetta altri libertini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta altri libertini. Mostra tutti i post
giovedì 5 luglio 2012
framMenti di lugLio
andiamo a vedere il sole che sorge,
andiamo a vedere il sole che sorge
prima che il giorno
prima che il giorno
----------
Coordinate
in posizione fetale
nel grembo dell'universo
----------
Voli
Dio che ci mandria come i piccioni,
alcuni volano come le aquile
-----
Epigone e
Mi lascio a un amore che non e che non c'è,
accesi di sguardi laceri pieniagresti,
emozioni stipate, proiezioni, vuoti,
sentimenti telepatici a fronde,
onde e invece tutto è,
aspiro a una noia amorosa,
vado al mare ?
ora no, più tardi forse o mai più, e se incontro
o mi vede, o non mi muovo,
o non saluto, o ricordo dietro occhiali da sole evado,
o mi faccio non faccio il bagno,
mi metto non metto la crema, pelle arrossata, angoscia,
sale di lacrime, prova costume,
strozzato all'imboccatura del colon rabbia pestata, amaro,
bocche cucite, cuore infranto
e chi chiamare, no, non, no, polveri bagnate,
appello alla morte rinascita, summa theologica, speranza,
suicidio - inflazionato anche quello - ,
nessuno ci credo più in niente e pertanto un posto libero,
e poi il sole che arriva fino all'odore delle alghe
la pozzanghera tenuta insieme dagli scogli i granchi,
la pianatura dell'adriatico
bagnanti,
caldo, leggera brezza,
il sole che picchia sugli ombrelloni
e poi quando tutto tramonta tutto sembra rimesso insieme
tutto ogni cosa insieme, l'uomo ovunque, l'uomo in nessun luogo,
l'uomo invisibile, vuoti, sonno profondo, banana yoshimoto,
viaggiatori nella notte, le prime luci, granchi,
il tempo che viene, postoristoro, il mio nome è legione, canti,
estateautunnoinvernoprimaveraeancora,
vere allucinazioni, dmt, credo in un solo oblio, lsd,
silene capensis,
l'ultimo demone,
dio come mi manca, quello che mi fai sentire
che mi manca,
come mi manca.
giovedì 3 maggio 2012
Come cade la luce su quei muri,
ti lasci filtrare fino quasi a svanire tutt'uno col muro
in trasparenza,
chissà dove finisci.
Ti spari una posa cinematografica,
sembri uscita da altri libertini
fai l'autostop
pollice verso al destino,
chissà come è il mondo visto dai tuoi occhi azzurri
sabato 28 aprile 2012
da Letture
Notte raminga e fuggitiva lanciata veloce lungo le strade d'Emilia a spolmonare quel che ho dentro,
notte solitaria e vagabonda a pensierareinauto verso la prateria, lasciare che le storie riempiano la testa che così poi si riposa, come sulle piazze a spiare la gente che passeggia e fa salotto e guarda in aria, tante fantasie una sopra e sotto all'altra, però non s'affatica nulla.
Correre allora, la macchina va dove vuole, svolta su e giù dalla via Emilia incontro alle colline e alle montagne oppure verso i fiumi e le bonifiche e i canneti. Poi tra Reggio e Parma lasciare andare il tiramento di testa e provare a indovinare il numero dei bar.....Lungo la via Emilia ne incontro le indicazioni luminose e intermittenti,
i parcheggi ampi e infine le strutture di cemento e neon violacei e spot arancioni e grandifari allo iodio che alzano dritti e oscillano avanti e indietro così che i coni di luce si intrecciano alti nel cielo........
Poi succeda quel che vuole ! Bell'affare !
Il vantaggio di eccitarsi in fin dei conti solo su delle reminiscenze...
puoi possederle le reminiscenze, puoi comperarne di belle e di splendide una volta per tutte di reminiscenze...La vita è più complicata, quella delle forme umane specialmente.
Un'avventura paurosa.
Non c'è niente di più disperato.
A confronto di questo vizio delle forme perfette, la cocaina non è che un passatempo per capistazione.
Ma torniamo alla nostra Sophie ! La sua sola presenza sembrava un'audacia nella nostra casa musona, spaurita e losca....Ignorava ancora la somma dei nostri oziosi abbandoni Sophie !
Una banda di falliti ! Noi l'ammiravamo, viva accanto a noi, al suo solo alzarsi, semplicemente, venire al nostro tavolo, ripartirsene ancora....
Ci mandava in estasi..... E ogni volta che lei faceva quei gesti così semplici, noi ne provavamo sorpresa e gioia.
Facevamo come dei progressi in poesia solo con l'ammirare il suo essere tanto bella e tanto più incosciente di noi.
Il ritmo della sua vita scaturiva da altre sorgenti che non le nostre....Striscianti per sempre le nostre, invidiose.
Questa forza allegra, precisa e dolce insieme che l'animava dai capelli alle caviglie ci veniva a turbare, ci inquietava in un modo incantevole,
ma ci inquietava, è la parola.
Iscriviti a:
Post (Atom)


