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lunedì 5 agosto 2013
giovedì 1 agosto 2013
Poet's corner
( summer edition )
Dovrei essere un grande poeta
e il pomeriggio casco dal sonno
so che la morte mi viene addosso
come un toro gigantesco
e il pomeriggio casco dal sonno
so di guerre e di uomini che si battono nell'arena
apprezzo la buona cucina, il vino e le donne
e il pomeriggio casco dal sonno
so cos'è l'amore di una donna
e il pomeriggio casco dal sonno,
mi piego al sole dietro una tenda gialla
mi chiedo dove sono finite le mosche dell'estate
ricordo la morte sanguinosa di Hemingway
e il pomeriggio casco dal sonno.
Un giorno non cascherò dal sonno, il pomeriggio,
un giorno scriverò una poesia che di quelle colline laggiù
farà vulcani
ma ora casco dal sonno, il pomeriggio,
e qualcuno mi chiede: "Bukowski, che ore sono?"
e io dico: "le 3,16 e mezzo".
mi sento in colpa, mi sento odioso, inutile,
pazzo, mi sento
cascare dal sonno il pomeriggio,
bombardano le chiese, okay, va bene,
nel parco i bimbi cavalcano i ponies, okay, va bene,
le biblioteche sono piene di migliaia di libri di scienza,
una gran musica aspetta dentro la radio vicina
e il pomeriggio io casco dal sonno,
ho in me questa tomba che dice:
ah, gli altri facciano pure, vincano pure,
lasciatemi dormire,
la saggezza è nelle tenebre
spazzare nelle tenebre come scope,
vado dove sono andate le mosche dell'estate,
acchiappatemi se vi riesce.
venerdì 26 luglio 2013
domenica 21 luglio 2013
ApPunti prima di sParire
( summer again )
Distese libere a ridosso,
attendendo alle ultime ore
Collise d'estate
... Di quella sera ricordo il viaggio, le mura, il piccolo borgo medievale mutarsi a poco a poco in una città invisibile, il verde magico nella metafisica delle piazze, gli arrosticini, i boccali di birra, la gatta che ammicca da mangiare, de cataldo che recita l'attrice il suo romanzo criminale, la notte che sbriglia echi volatili, il cielo animato di stelle, e poi flussi di neon, acque perpetue, icone a mollo, muse inquietanti, stabat mater spettrali, bici in disuso, calligrammi vocali, grevigravi spazi permeabili, gonfaloni notturni, spaesamenti...
E poi di ritorno sull'Adriatica, il Gran Sasso alle spalle imaginifica come un sasso enorme che sta per rotolare in mare, ci guardiamo intorno, Roseto, Pineto, d'estate la vita è ancora presto a quest'ora prima, buio di notte che richiama, come il carro dell'adolescenza in fuga, come il sogno che non smarrisce le illuminazioni del giovane poeta,
la puntina salta, il disco si incanta, la nostalgia nel ricordo, la vita che va avanti, indietro,
la vacuità, la forma, la 25esima ora, lo stato delle cose, la gatta, la matta, la patta,
segno su segno fino al cuore di queste cose nudo,
andante così, adagio, con brio...
domenica 14 luglio 2013
domenica 23 giugno 2013
Ed io
Il coniglio sdraiato sul tappeto
controlla la serata,
la citronella brucia candela,
ed io,
la citronella brucia candela,
ed io,
sono a picco
nella notte.
nella notte.
Un'aria fresca di questo inizio d'estate
mi carezza le spalle,
una festa parrocchiale attira il mio interesse,
ed io,
sono a picco
nella notte.
Le donne, le donne,
le donne sono belle
e le loro curve sono ancora più belle.
Mi specchio
nel vuoto
di me
nel vuoto
di me
giovedì 13 giugno 2013
ApPunti prima di sParire
( summer again )
Svuotato
come un arcipelago di stelle
in riva al mare,
refrigerio di voci
divenute onde
Estate indiana
Quell'anno lo stabilimento balneare La Lampara organizzava feste...
Me ne sto lì allungato in spiaggia
su una sdraio fronte mare cielo stellato, l'infinito in un granello
di sabbia, a bere il mio mojto a piccoli sorsi, a fumacchiare un po',
la luna che ci guarda, una musica leggera ci carezza le spalle, ci
scambiamo qualche breve, silenziosa parola, l'eternità in un'ora,
mentre corre la notte...
Sull'autostrada sfreccio sulla mia
toyota corolla grigio metallizzato direzione Urbino a spolmonare in
aria quel che ho dentro, buchiamo la notte, cosa danno alla radio ?
Alla Fortezza c'è una festa,
bancarelle, monili etnici e roba da mangiare, birra in mano, musica
nell'aria, cielo oceanico, gente che va e che viene, ragazzi e
ragazze seduti in piccoli cerchi sul prato in un rituale di socialità
tranquilli fumano l'erba, chiedo una cartina a una ragazza...
Villa Ada in Roma si va a un concerto e
ci si perde, regna una atmosfera di incanto, notturno un violino
zigano, sul lago danzano i fuochi fatui...
Sono allo stabilimento balneare Maya, notte, è iniziato il conto alla rovescia ? bevo una birra,faccio la fila al bagno, una ragazza mi
saluta, chi diavolo è che non ricordo ?
Fuggo...
per me si va tra la perduta gente...
E ora, dove sono ?
domenica 26 maggio 2013
Vertigine di Peter Orlovsky
Un arcobaleno entra versandosi nella mia finestra. Sono elettrizzato.
Canzoni esplodono dal mio petto, tutte le mie lacrime cessano, il mistero inonda l’aria.
Cerco le mie scarpe sotto al letto.
Una grossa donna colorata si trasforma in mia madre.
Non ho ancora denti finti. Immediatamente dieci bambini si siedono sul mio grembo.
Non taglio la barba da un giorno.
Ho bevuto un’intera bottiglia con i miei occhi chiusi.
Ho scritto su un foglio e mi sento nuovamente sdoppiato. Voglio che tutti mi parlino.
Raccolgo la spazzatura dalla scrivania.
Invito duecento bottiglie nella mia stanza, le chiamo insetti di giugno.
Uso la macchina da scrivere come cuscino.
Un cucchiaio diventa una forchetta davanti ai miei occhi.
I vagabondi donano a me tutti i loro soldi.
Ciò di cui ho bisogno è uno specchio che mi accompagni per tutta la mia vita.
Nei miei primi cinque anni di vita ho vissuto in pollai con poca pancetta.
Mia madre mi mostrava la sua faccia da strega e mi raccontava storie di barbe blu.
I miei sogni mi sollevavano dal mio letto
Sognavo di saltare nel vortice di una pistola per lottare con una pallottola.
Ho incontrato Kafka e lui è salito su un appartamento per evitarmi.
Il mio corpo si è trasformato in zucchero, versato nel tè ho trovato il senso della mia vita.
Ciò di cui avevo bisogno era inchiostro per trasformarmi in un ragazzo nero.
Cammino per le strade cercando oggi gente che mi accarezzi.
Ho cantato sugli ascensori credendo di raggiungere il paradiso.
Sono sceso all’86° piano, correndo lungo i corridoi, alla ricerca di mozziconi freschi.
Il mio sperma diventa un dollaro d’argento posato sul letto.
Guardo fuori dalla finestra e non vedo nessuno, Vado in strada,
guardo verso la mia finestra e non vedo nessuno.
Così parlo all’idrante, e gli chiedo “Hai delle lacrime più grandi delle mie?”
Non c’è nessuno in giro, piscio ovunque.
Mie trombe di Gabriele, mie trombe di Gabriele: Spiegate i canti di gioia, il mio giubilo immenso.
mercoledì 22 maggio 2013
ReminDer
( da FinTo diaRio in disordine CronoLogico )
19 / 2 / 2010
...In questi giorni d'affranto,
le oscure tralci del mio essere hanno tremato. L'inchiostro scintilla dalla stilografica.
... Allungo la via i miei passi, dall'Orsa Maggiore mi scaraventano sulla spiaggia.
La pioggia ha attecchito la sabbia, il mare è una canicola sbuffante, lambisce l'aria,
lo sbalzo del panorama, il verde steso a terrazza, la misura degli anni in fiamme.
Mi piove l'occhio sull'asfalto, mi sgomenta la mia vita minimale,
i miei crolli a distanza, il mio cielo in una stanza.
3 / 3 / 2010
... e volevo essere la luce che non tocca terra,
la luce dei tramonti d'inverno sul mare,
la luce che non cade.
8 / 4 / 2010
Come eudemonico errante mi ero a peregrinare in questa notte,
a tessere racconti alla rinfusa come mani operaie a sostenere tesi impassibili,
versante nord, versante al belvedere.
26 / 2 / 2010
...Vette a cadere, ci auguriamo un glorioso fallimento,
ci auguriamo il risveglio.
2 / 4 / 2010
dal vento
un gabbiano
lunedì 13 maggio 2013
ApPunti dei GIORNI
( delivering winter )
7 febbraio 2013
Mi sono masturbato all'una di notte
ed è stato bello
la chimica dell'amore ricordo
il sesso nascosto dalle tende
solo illuminato dalla tele
poi per un attimo
la luce è saltata,
coltivo la poesia come il vizio di bere
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7 febbraio 2013 ___sera
stamattina
ero un grande poeta,
ora voglio solo
morire dal sonno
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13 febbraio 2013
come un cane abbandonato
dai secoli
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18 febbraio 2013
parole in ghiaccio
rimaste
scottate
come al sole in agosto
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9 marzo 2013
il geko è tornato,
si avvicina la primavera
giovedì 9 maggio 2013
ApPunti dei GIORNI
( delivering winter )
6 marzo 2013
aspettando la sera, dormo in piedi per giorni
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11 marzo 2013
quando si chiude il cielo
la luce scompare
ultimo lampo
( osservando cielo nuvoloso poco prima dell'oscurità senza tramonto )
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27 febbraio 2013
periferiche di sogni,
sole annoso sciama orbita galattica
siamo come in contumacia
di vuoti
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6 febbraio 2013
sunto a sparire, commisero giorni,
sono, non sono,
non so cosa sono
sabato 4 maggio 2013
venerdì 12 aprile 2013
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martedì 19 marzo 2013
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lunedì 4 marzo 2013
Auto_scatto d'Inverno
Il letto cigola, e non d'amore,
e non mi lascia dormire,
e non mi lascia sognare,
faccio la spola dal letto al divano
mentre la notte corre
di lampione in lampione
un reticolato di luce
la tiene in piedi,
salgono su,
voci residue a frotte,
adescati ancora dalla vita,
aspiro all'alba,
la notte che si spoglia in giorno, ore 7,
la caldaia prende a scaldare gli ambienti,
dentro, fuori e inverno,
viaggio al termine della notte,
testo primordiale
mi sgretolo
creatura d'innesti
a gambe di papera avanzi
nel buio
dove ti perdi
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