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giovedì 23 maggio 2013
domenica 5 maggio 2013
da Letture
Fu come se mi fossi svegliato
da un lungo sogno
in cui mi ero agitato
per tutta la vita.
Gettai alle spalle tutte le preoccupazioni per le idee e mi sentii così libero
che non sapevo più chi ero
né dov'ero.
Mentre lo sguardo vagava sui tetti della città,
gli fu rivelato l'intero universo...
...Non vide gli oggetti, ma il processo sottostante la loro creazione. Un lampo improvviso, un'agnizione
in cui il segreto di tutti i misteri universali veniva schiuso.
" Ho trovato quelle visioni troppo inquietanti, dopotutto...
...solo che stavolta mi tormentavo a ripensare a quelle esperienze, che per via della loro natura assoluta ed eterna assunsi come chiave di volta e punto di riferimento di tutti i miei pensieri - una Stella Polare per la vita;
un po' come dice Dante,
"Incipit Vita Nova".
venerdì 12 aprile 2013
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giovedì 25 ottobre 2012
da Letture
.........divenuto totalmente dipendente,
conosco il tremito dell'essere,
l'esitazione a sparire,
il sole che colpisce al limitare
e l'amore, in cui tutto è facile,
in cui tutto è dato nell'attimo ;
esiste in mezzo al tempo
la possibilità di un'isola.
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Nel pensare così, all'improvviso
tutto mi sembrò talmente perfetto
che le lacrime cominciarono
pericolosamente a salirmi agli occhi.
Tutto quello che entrava nel mio campo visivo mentre guardavo la scena intorno a me era talmente dolce che pensai :
ah, che bello essermi svegliata proprio qui,
in questo momento.
domenica 15 luglio 2012
da Letture
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| quanto buio c'è |
Sotto forma di case, semafori, pulviscoli
appunti di luce per svoltare a destra
la notte ricopre un'estensione
dalla tua casa alla mia casa
quanto buio c'è
azzerando la slot machine appena dopo il ponte
occhi modellati dal divieto di piangere vedono tutto
appunti di luce per svoltare a destra
la notte ricopre un'estensione
dalla tua casa alla mia casa
quanto buio c'è
azzerando la slot machine appena dopo il ponte
occhi modellati dal divieto di piangere vedono tutto
versandoci del latte nel silenzio.
Cosa sarà la presenza del mondo
delle serrature dei rientri
dopo un film al centro commerciale
Viale Certosa, Corso Sempione
il parabrezza di questo videogame
una letteratura tenuta viva nel lampione
sulla mia preoccupazione spenta
quando cerco tra il rumore delle chiavi
ogni sorta di raccolto nel prodigio
del sonno di una figlia ragionevole
pronta a impazzire.
Come si può spiegare chi siamo
il sangue nell'iride viola il territorio
la fragilità, il cinismo da scambisti
che passa nella vita di ciascuno per lasciarlo.
Dimmelo ora -
useremo le parole di un conforto
oltre la guerra - dimmi - la possibilità
di prendere a vivere così
a proposito di altri.
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| resterà solo la luce |
Sgorgata dall'acqua dei cadaveri
solo la luce resterà impalata
dagli aironi sulla linea del mattino
il Custode sarà tra le rovine
la parte dura da non sollevare,
dalle fenditure dei tuoi occhi
le pieghe delle mani dotate
liquida la espelleranno dagli atlanti
i soli arriveranno a cerchi d'acqua
e a guardarli dal basso sembreranno pianeti collassati in scudo
là allungherai il braccio
un compasso
per tutto il miglio che ci separa
il domatore che si curva con la bestia si ripara
per un'altra specie di demone.
Resterà solo la luce
succederà anche agli uccelli
alla corsa portentosa dei cavalli
pietrificati.
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| cavalcando oltre la neve |
sia anche la parte migliore dell'angelo
quando vengono le ombre a sollevare
- e sollevare è abbattere -
l'unico grande rumore di forma compatta.
Ritrovo il dettaglio
di devozione che tentavo
trapassando treni dai metrò
finestrini che rinfacciano i miei occhi
cavalcando oltre la neve
l'impronta fin dove la tua mano
solleva i gabbiani sfilandoli dall'acqua
come a estendere la sottile percezione
della mia disponibilità a morire
in tutti i cimiteri della Tracia
scansare da te le parole terminali
fare solo il viaggio
longitudini, autogrill
cose che trapassano nel mezzo
spostando il peso poi a chissà davvero dove.
mercoledì 30 maggio 2012
da Letture
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| Guardare con perfetta anima |
Guardare con perfetta anima
qualità - peso
una certa conduttibilità dell'umano
è soprattutto riconoscere
la primitiva predicazione del tempo
la pulizia che porta
questo grado che il presente sgombra
qualcosa di silenzioso e infallibile anche a me
mentre torno a casa
e non aspetto una scrittura anticipata
ma la vita che avviene
come una manna aperta
lenta
una lingua proporzionale alla mia bocca.
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| essenziale destinazione |
Inizia questa notte come altre ombre dove le parole cambiano di nome e riformano nel buio la loro essenziale destinazione quando anche parlare buonanotte è l'operazione eccessiva di una luce.
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| Osso della sedia |
Bevo nell’ osso della sedia senza tavolo
una tisana perfetta.
Tra poco anche questa sedia
verrà battuta.
Forse bisognava restare così
senza avere più nulla su cui poggiare i gomiti
per reimparare una postura.
Ho sempre avuto paura di uno strappo.
Mi trovo a meno di trent’anni
due figli e un matrimonio rotto.
Ed è la quarta casa che cambio in quattro anni.
Ma è silenzioso tenere tutti i pezzi in un intero.
Non emettere dolore.
Piove.
Senza più un suono su cui poggiare
una parola.
una parola.
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| dove i salmoni risalgono le leggi |
Voglio un campo da coltivare
una terra sala della musica
dove i salmoni risalgono le leggi e le frecce di bambù
diritte come i giorni che verranno un campo di pupille rosse una terra aperta come un petto e intere mandrie di fulmini e intere religioni di alberi per l'Imperatore.
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Per non dimenticare l'inventario
affinchè da me medesima
io non sia visibile solo in senso lato
sono giunta a una distillazione stretta
- azione - abito - lavoro
più che formulazione radicale della mia corporatura
il peso complessivo di un luogo della mente
quella vista incombente quando si pensa a un intero
che non si legge tutto in una volta - ma si sente
dopo le frizioni con l'aceto
fino a non avere di ogni idea compresa una scrittura
ma lavar via l'amore dal limite astuto delle cose
quando tornerà visibile
la botanica del Figlio unicamente
per aver potato una parola al giorno.
Un gesto.
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Tiziana Cera Rosco
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sabato 28 aprile 2012
da Letture
Notte raminga e fuggitiva lanciata veloce lungo le strade d'Emilia a spolmonare quel che ho dentro,
notte solitaria e vagabonda a pensierareinauto verso la prateria, lasciare che le storie riempiano la testa che così poi si riposa, come sulle piazze a spiare la gente che passeggia e fa salotto e guarda in aria, tante fantasie una sopra e sotto all'altra, però non s'affatica nulla.
Correre allora, la macchina va dove vuole, svolta su e giù dalla via Emilia incontro alle colline e alle montagne oppure verso i fiumi e le bonifiche e i canneti. Poi tra Reggio e Parma lasciare andare il tiramento di testa e provare a indovinare il numero dei bar.....Lungo la via Emilia ne incontro le indicazioni luminose e intermittenti,
i parcheggi ampi e infine le strutture di cemento e neon violacei e spot arancioni e grandifari allo iodio che alzano dritti e oscillano avanti e indietro così che i coni di luce si intrecciano alti nel cielo........
Poi succeda quel che vuole ! Bell'affare !
Il vantaggio di eccitarsi in fin dei conti solo su delle reminiscenze...
puoi possederle le reminiscenze, puoi comperarne di belle e di splendide una volta per tutte di reminiscenze...La vita è più complicata, quella delle forme umane specialmente.
Un'avventura paurosa.
Non c'è niente di più disperato.
A confronto di questo vizio delle forme perfette, la cocaina non è che un passatempo per capistazione.
Ma torniamo alla nostra Sophie ! La sua sola presenza sembrava un'audacia nella nostra casa musona, spaurita e losca....Ignorava ancora la somma dei nostri oziosi abbandoni Sophie !
Una banda di falliti ! Noi l'ammiravamo, viva accanto a noi, al suo solo alzarsi, semplicemente, venire al nostro tavolo, ripartirsene ancora....
Ci mandava in estasi..... E ogni volta che lei faceva quei gesti così semplici, noi ne provavamo sorpresa e gioia.
Facevamo come dei progressi in poesia solo con l'ammirare il suo essere tanto bella e tanto più incosciente di noi.
Il ritmo della sua vita scaturiva da altre sorgenti che non le nostre....Striscianti per sempre le nostre, invidiose.
Questa forza allegra, precisa e dolce insieme che l'animava dai capelli alle caviglie ci veniva a turbare, ci inquietava in un modo incantevole,
ma ci inquietava, è la parola.
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