domenica 20 maggio 2012



      Spiaggia Bretone - paul celan 


Riunito è tutto ciò che vedemmo,
a prender congedo da te e da me :
il mare, che scagliò notti alla nostra spiaggia,
la sabbia, che con noi l'attraversò di volo,
l’erica rugginosa lassú,

tra cui ci accadde il mondo. 


lunedì 14 maggio 2012



       Coccinella su Lithodora



  



giovedì 3 maggio 2012


     

    Come cade la luce su quei muri,

      ti lasci filtrare fino quasi a svanire tutt'uno col muro

    in trasparenza,

   chissà dove finisci.

  Ti spari una posa cinematografica,

    sembri uscita da altri libertini

    fai l'autostop

               pollice verso al destino,

  chissà come è il mondo visto dai tuoi occhi azzurri

   mentre cade la luce su quei muri.


sabato 28 aprile 2012


   da Letture 

Notte raminga e fuggitiva lanciata veloce lungo le strade d'Emilia a spolmonare quel che ho dentro, 
notte solitaria e vagabonda a pensierareinauto verso la prateria, lasciare che le storie riempiano la testa che così poi si riposa, come sulle piazze a spiare la gente che passeggia e fa salotto e guarda in aria, tante fantasie una sopra e sotto all'altra, però non s'affatica nulla.
Correre allora, la macchina va dove vuole, svolta su e giù dalla via Emilia incontro alle colline e alle montagne oppure verso i fiumi e le bonifiche e i canneti. Poi tra Reggio e Parma lasciare andare il tiramento di testa e provare a indovinare il numero dei bar.....
Lungo la via Emilia ne incontro le indicazioni luminose e intermittenti, 
i parcheggi ampi e infine le strutture di cemento e neon violacei e spot arancioni e grandifari allo iodio che alzano dritti e oscillano avanti e indietro così che i coni di luce si intrecciano alti nel cielo........

Poi succeda quel che vuole ! Bell'affare ! 
Il vantaggio di eccitarsi in fin dei conti solo su delle reminiscenze...
puoi possederle le reminiscenze, puoi comperarne di belle e di splendide una volta per tutte di reminiscenze...La vita è più complicata, quella delle forme umane specialmente.
Un'avventura paurosa. 
Non c'è niente di più disperato. 
A confronto di questo vizio delle forme perfette, la cocaina non è che un passatempo per capistazione.
Ma torniamo alla nostra Sophie ! La sua sola presenza sembrava un'audacia nella nostra casa musona, spaurita e losca....Ignorava ancora la somma dei nostri oziosi abbandoni Sophie ! 
Una banda di falliti ! Noi l'ammiravamo, viva accanto a noi, al suo solo alzarsi, semplicemente, venire al nostro tavolo, ripartirsene ancora.... 
Ci mandava in estasi..... E ogni volta che lei faceva quei gesti così semplici, noi ne provavamo sorpresa e gioia. 
Facevamo come dei progressi in poesia solo con l'ammirare il suo essere tanto bella e tanto più incosciente di noi. 
Il ritmo della sua vita scaturiva da altre sorgenti che non le nostre....Striscianti per sempre le nostre, invidiose.
Questa forza allegra, precisa e dolce insieme che l'animava dai capelli alle caviglie ci veniva a turbare, ci inquietava in un modo incantevole,
ma ci inquietava, è la parola.


giovedì 26 aprile 2012


                           Irochese

  illuminare a vuoto 
           una speranza a fuoco

   un glifo a segno
sparato a bocca 



              

lunedì 9 aprile 2012



   Note Invernali


VII - 22 febbraio 2012


-  ehi, come te la passi ?

che ne hai fatto dell'inverno,

di questo inverno sprofondo siberiano,

che ne hai fatto del tuo tempo in digitale, in dolby surround,

sul vecchio orologio pulsano ancora le lancette in senso orario.

e che ne hai fatto del tuo compito,

dei tuoi talenti, del tuo destino,

del bambino che eri,


un giorno tutto questo

non sarà più

e non sarà più tuo.


-  Ho transitato, a volte invano

e tuttora mi trascino

un vento di me più grande di me,

biascico nomi avverbi residui annodati alle viti

a volte con buone parole, come ingenuo è fiorire,

e mi perdo, come insonne è morire,

per poi ritrovarmi e perdermi ancora

senza più lacrime assorto

in un silenzio di pietra,

leccandomi le ferite fino a raschiarle via

la lingua di sale saldata sul ghiaccio

come un b-movie americano

e ti dirò, ti dirò di più,

ti dirò di umano,

ti dirò di più umano di quel che sono una bugia,

una confidenza,

una confessione da tenere stretta tra le dita a voce piena,

a voce conserta,

una mano amica, l'amante che,

il calore vivo del suo corpo amore

in un attimo mi avrebbero rimesso al mondo,

in questo in quello

in ogni dove mondo

in ogni mondo dove.


  Ma sono favole di strada che racconti, che racconto

buoni melò per il cinematografo, per i romanzi rosa, d'appendice,

e tutto resta relativo

inchiodato alle cose di prima, di prima, di prima

una pletora di motivi suona per me

questa campana amara

come un plotone di esecuzione

e suona ancora e ancora -

cavalca la tua gran torino,

il viale del massacro pasce sulla fame

il tuo bisogno di amore

senza più voce


e tutto resta relativo

inchiodato alle cose di prima, di prima, di prima


giovedì 29 marzo 2012



    Note Invernali 
        

      I - 8 gennaio 2012

Sullo spunto serale scrivo,
      carico di elenchi libri, fogli, cose da dire, 
cose da fare,
         cose da amare,
    cose da dimenticare,

nude inchiodati tenue,  
qual'è il tuo ultimo ricordo ?

Sulla spiaggia una flotta di gabbiani ghermiva gli scogli,
a riva uno brandiva un granchio dal becco
e si alzava in volo se gli ero troppo vicino.
Assecondava al passo il respiro
e la cozzaglia di pensieri innervava il sole
rifrazioni sul colore acceso del mare,
cercava un ordine che avesse
un pieno di vitalità
fino a toccare il fondo.

Una vecchia, aveva il passo allungato dal cane
che sembrava un minuto bracconiere levato in punta sull'orizzonte
il sole era carico di luce, 
lo ripetevo all'evidenza degli occhi e il contraltare l'aria
che ripeteva il fatto di ritrovarsi gelida
nel pieno vivo di gennaio.

Al parco regnava una pace epocale,
lontano dei bambini giocavano a palla,
 ed ero vedetta di contrabbando, 
spioncino di crescite terrene, 
  la periodica perdita delle mie preoccupazioni,
la meditazione del mancato ricordo di un momento come dire, 
essenziale,
  come un silenzio che tiene il giorno a tacere,

pareva un'apocalisse 
 che non smetteva mai