Nude
sabato 26 novembre 2011
venerdì 16 settembre 2011
mercoledì 24 agosto 2011
Somewhere,
a month later
( one day more, one day less ),
summer almost gone,
the last,
the last beat
a month later
( one day more, one day less ),
summer almost gone,
the last,
the last beat
Cara Suleika, immagino che questo silenzio è destinato a durare,
che la tua non era una apertura, ma la chiusa finale
e nudi come il grido al primo giorno, rimarrà un urlo
che si perde
nel cuore della notte
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10 agosto 2011
Mi scaverò una fossa di silenzi
con i tuoi silenzi,
un davanzale sporto su un bacino di infinito
raccolto
tra le tue piccole mani
con i tuoi silenzi,
un davanzale sporto su un bacino di infinito
raccolto
tra le tue piccole mani
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31 luglio 2011
Ogni lucertola che vedo schizzare
lungo le ombre dei soli che inclina,
- all'ora meridiana
cavalcando
a mano
la linea equatoriale del parco,
le sue vegetazioni -
le sue vegetazioni -
è un'attesa moltiplicata di te
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24 luglio 2011
E' bello perdersi come un ubriaco tra gli elettrodomestici,
i computer e le tecnologie varie,
e guardare tutto filtrare come in uno schermo
di lenti solari che tiene tutto a distanza
da me come da te
me
22 luglio 2011
AlLuciNarTi
Ti ho visto almeno quattro volte al centro commerciale
e non eri mai tu,
e tantomeno per me.
e tantomeno per me.
E' bello perdersi come un ubriaco tra gli elettrodomestici,
i computer e le tecnologie varie,
e guardare tutto filtrare come in uno schermo
di lenti solari che tiene tutto a distanza
da me come da te
me
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22 luglio 2011
Innesto ( Da NOn ho bisogno di tempo di Pedro Salinas )
per sapere chi sei:
conoscersi è luce improvvisa...
...ma si vede che questa luce
ha accecato solo me
ha accecato solo me
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15 luglio 2011
Alla deriva senza neanche i tuoi baci,
ed ora quale inferno spalancherò ?
Ora,
ed ora quale inferno spalancherò ?
Ora,
non voglio l'ombra di una luce,
che non sia la tua
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che non sia la tua
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15 luglio 2011
Il desiderio che cavalca senza scrupoli
tutte le illusioni, tutte le speranze,
tutte le fantasie, tutti i bisogni, tutti gli scrupoli,
tutti i desideri
fino a che non si perde di vista
chi
cavalca
chi ?
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14 luglio 2011
........Sarò banale, trito e ritrito, deficitario, patetico e congetturale,
non abbastanza stremo all'essenza,
se ti dico, pur sapendo,
che viste con l'algido occhio meccano senza l'abbattimento del cuore,
che viste con l'algido occhio meccano senza l'abbattimento del cuore,
quanto siano ridicole e manifatturiere le mie parole,
se ti dico che l'unico posto ora dove sarebbe bello per me,
in cui vorrei essere a disperare nel mondo non è Parigi
come scriveva Cioran,
come scriveva Cioran,
ma in un letto, chiamiamolo pure giaciglio,
con te nudi, io e te, anche se non pacificati, anche se non perfetti,
anche se in pigiama
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13 luglio 2011
da lontano, da troppo lontano
ti parlo con il megafono
per farmi appena sentire,
ti scrivo con le maiuscole
per farmi appena percepire,
ti allungo tra le righe
le mie ferite,
con i miei lividi
vorrei sedurti per sempre,
senza farti scappare
con i miei lividi
vorrei sedurti per sempre,
senza farti scappare
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4 luglio 2011
TU
Una bancarotta di parole
io il mancante che sono
colui che manca
io il mancante che sono
colui che manca
appeso al desiderio
la macchina urlante acciacca parole
di queste parole di cui non rimarranno parole a te
di queste parole di cui non rimarranno parole a te
che non ne hai bisogno,
a te che sei
a te che sei
senza alcun bisogno di me
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29 giugno 2011
Lettera fiume che dilagando diluvia
timido ti scrivo
ti *** ,
vorrei coniugarmi a te con tutto il desiderio che posso
di ogni senso
in ogni senso,
in tutto il verbo che c'è e in ciò che si porta e che si porta via.
Contatti preverbali e amanuensi
con le dita soffiando alle pendici
fino a risalirti da capo a piedi
e dai piedi a capo, le scapole amandoti alato,
il collo inzupparti di baci,
ogni zolla ruspare di te con la mia lingua anche se muta di versi
una muta di versi,
fino a zampillare le falangi
ogni zolla ruspare di te con la mia lingua anche se muta di versi
una muta di versi,
fino a zampillare le falangi
pieni di gioia che ci disseta
per assetarci ancora più di prima
per assetarci ancora più di prima
in un istante
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10 giugno 2011
Cara Suleika, da tempo ormai il mio cuore era caduto in disgrazia, straziato,
vuoto come un calice dove un deserto si accasa ed è difficile da sfrattare.
Dove abitano solo creature imperscrutabili, creature senza sonno,
rapaci sull'orlo di ogni abbandono, attente ad ogni minimo strappo.
Poi, fioca ancora nel contorno dell'invisibilità, in principio di te,
ha preso ad illuminarsi,
come se all'improvviso la tua mano carezzandomi dolce le spalle,
il collo, la fronte, coprendo con una benda gli occhi,
per contatto avesse prosciugato, ritirato, accolto nel palmo di sè,
questo deserto, con tutte le sue belve.
E' qualcosa, come il suono dimenticato da tempo,
il mio cuore ha ripreso a pulsare piano, piano, poi più adagio,
tamburellando lesto, andante,
sempre più rinvigorendo il battito fino ai polsi il sangue,
non più con la fioca speranza di un taglio,
non più con il grigiore di una notte
dove la luna è una chimera.
Il pallore che mi tingeva una maschera a cadavere si è smembrato,
aprendo a me i tuoi occhi.
Ed ora che la Grande notte ci abbandona sul ciglio della strada,
del tempo ricorderemo a noi un canto che il vento avrà posato
sui nostri cuori esausti, alluvionati, redenti,
immacolati
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ANTE LITTERAM
' Cara Suleika, le volte celesti
sopra gli alberi ramificati in trincee di radici,
verdeggianti
in un giardino capovolto di delizie,
portano ancora traccia di un destino
a cui dare un nome 'domenica 21 agosto 2011
Vuoti a salti
in soglie e eternità dorate nell'assoluto
di un gesto
assente
----------
E' quando non rimane niente
e siamo quello che siamo
niente di niente
passeggero
eppure acceso
nell'apocalisse di un istante
--------
Silenzi a chiare lettere
che giungono cOn le Maiuscole
sparate dai megafoni
tamburi afoni squillanti
il panorama elettrico del mondo
incognite spalancate
virtù dei trapezisti,
le percussioni a tendere la carne
a incidere la pelle,
che è la sua stessa voce,
è questo meccanismo endocrino,
chimicocerebrale
che preme sulle gote rosse
e la meccanica tribale
che l'universo è una macchina viscerale
che sfebbra sui lobi temporali
e lungo la dorsale occipitale
scava le vertebre
fino alle stelle,
la risalita per la discesa
e la caduta
e pasti nudi
e urli serafici
Tenero è il morente
che qui
che qui
si adagia
in versi,
in versi,
in soglie e eternità dorate
sarà
tutto ai suoi piedi
tutto ai suoi piedi
di un gesto
assente
----------
E' quando non rimane niente
e siamo quello che siamo
niente di niente
passeggero
eppure acceso
nell'apocalisse di un istante
--------
Silenzi a chiare lettere
che giungono cOn le Maiuscole
sparate dai megafoni
tamburi afoni squillanti
il panorama elettrico del mondo
incognite spalancate
virtù dei trapezisti,
le percussioni a tendere la carne
a incidere la pelle,
che è la sua stessa voce,
è questo meccanismo endocrino,
chimicocerebrale
che preme sulle gote rosse
e la meccanica tribale
che l'universo è una macchina viscerale
che sfebbra sui lobi temporali
e lungo la dorsale occipitale
scava le vertebre
fino alle stelle,
la risalita per la discesa
e la caduta
e pasti nudi
e urli serafici
martedì 9 agosto 2011
Standing on the beach
NIght of venture
the butterfly sing
in the dream mood
of flowers.....
waving clash,
waving clash,
drafts of memories
rain gently
like a smooth touch of feelings
on snapshot windows drum
brighting light
strip of gold
jumping gate
nowhere
bridging
cover clouds
beyond elbow boundaries
naked
uncanny
beatining
beatining
deep
joy suffering
full of grace
pain, love
mirror feels
i'm sadness still
up
to tears
leaves of life
like dropping visions
glance my eyes
vacuum sailors
i've seen u,
i've seen u
catching
the sun burn light
in the salt stone
sea born
rainbow horse
we're coming,
we're coming back
sound the sea,
waving clash,
waving clash,
green tree wisdom
of cemetery departure
ash thundering child
in the mind dropping all
empty stone
rolling,
rolling,
under go,
still go on,
under run,
roaring,
roaring,
louding echo
nowhere voice,
waving clash,
waving clash,
in the skyline border
we're,
we're born
again......
NIght of venture
the butterfly sing
in the dream mood
of flowers
NIght of venture
the butterfly sing
in the dream mood
of flowers.....
waving clash,
waving clash,
drafts of memories
rain gently
like a smooth touch of feelings
on snapshot windows drum
brighting light
strip of gold
jumping gate
nowhere
bridging
cover clouds
beyond elbow boundaries
naked
uncanny
beatining
beatining
deep
joy suffering
full of grace
pain, love
mirror feels
i'm sadness still
up
to tears
leaves of life
like dropping visions
glance my eyes
vacuum sailors
i've seen u,
i've seen u
catching
in the salt stone
sea born
rainbow horse
we're coming,
we're coming back
sound the sea,
waving clash,
waving clash,
green tree wisdom
of cemetery departure
ash thundering child
in the mind dropping all
empty stone
rolling,
rolling,
under go,
still go on,
under run,
roaring,
roaring,
louding echo
nowhere voice,
waving clash,
waving clash,
in the skyline border
we're,
we're born
again......
NIght of venture
the butterfly sing
in the dream mood
of flowers
lunedì 1 agosto 2011
MEMORIE ITAL(O)ICHE
Come campi migranti dal' 43 alla liberazione
venimmo sgombri fino alle radici del Po,
passando per la città aperta alle pendici teatine
dove gli accordi di guerra praticavano la pace,
ad inseguire la sopravvivenza ridendo come bambini affamati
che hanno imparato il tu della morte,
compagna fedele e silenziosa di ogni giorno.
E camerata e partigiani in rivolta con volumi sottobraccio
in centri di smistamenti di libertà sottobanco,
che non sappiamo da dove ci sbucheranno fuori
carrarmati che ci sprangano la notte fino a circondarci
mentre evacuiamo alle nostre paure, e voli rasi di bombardieri
a doppia elica che spezzano il ponte Mezzano dove mozza rimane alla vita
aggrappata la nostra speranza.
Panini imbottiti senza companatico, partigiani appesi da una parte all'altra,
traditori per salvarsi la vita,
imperie di contesse della croce rossa,
un albero ciliegio gigante d'ombra che il frutto sfugge all'amaro
del disertore in fuga dal nemico che il giorno prima chiamava amico,
chilometri di fila indiana per accaparrare taniche di latte non caglio
in vasche senza l'idromassaggio, misure preventive,
scarponi con suola più spessa del previsto con un guadagno netto in perdita di 2 lire,
il giovane che prende in mano le redini del vecchio,
saluti nella casa degli eroi,
ubriache SS che raziano in un Hitler pagherà in futuro,
buche e abbracci salvavite umani e il grugnito di un porco che si sacrifica,
giovani uomini in armature tedesche delle casacche perse altrui
al fronte certo della morte se ne vanno e salutano in un pianto
le foto degli amati che non sanno più,
se rivedranno mai più.
E la liberazione arrivò ogni giorno in ritardo di un giorno,
in un trionfo di vita e di morte
e di speranza.
Come campi migranti dal' 43 alla liberazione
venimmo sgombri fino alle radici del Po,
passando per la città aperta alle pendici teatine
dove gli accordi di guerra praticavano la pace,
ad inseguire la sopravvivenza ridendo come bambini affamati
che hanno imparato il tu della morte,
compagna fedele e silenziosa di ogni giorno.
E camerata e partigiani in rivolta con volumi sottobraccio
in centri di smistamenti di libertà sottobanco,
che non sappiamo da dove ci sbucheranno fuori
carrarmati che ci sprangano la notte fino a circondarci
mentre evacuiamo alle nostre paure, e voli rasi di bombardieri
a doppia elica che spezzano il ponte Mezzano dove mozza rimane alla vita
aggrappata la nostra speranza.
Panini imbottiti senza companatico, partigiani appesi da una parte all'altra,
traditori per salvarsi la vita,
imperie di contesse della croce rossa,
un albero ciliegio gigante d'ombra che il frutto sfugge all'amaro
del disertore in fuga dal nemico che il giorno prima chiamava amico,
chilometri di fila indiana per accaparrare taniche di latte non caglio
in vasche senza l'idromassaggio, misure preventive,
scarponi con suola più spessa del previsto con un guadagno netto in perdita di 2 lire,
il giovane che prende in mano le redini del vecchio,
saluti nella casa degli eroi,
ubriache SS che raziano in un Hitler pagherà in futuro,
buche e abbracci salvavite umani e il grugnito di un porco che si sacrifica,
giovani uomini in armature tedesche delle casacche perse altrui
al fronte certo della morte se ne vanno e salutano in un pianto
le foto degli amati che non sanno più,
se rivedranno mai più.
E la liberazione arrivò ogni giorno in ritardo di un giorno,
in un trionfo di vita e di morte
e di speranza.
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