sabato 21 novembre 2009

CARTOLINE DA NOWHERE






   

mercoledì 18 novembre 2009

                                       Ad Altre Veglie

Ci sono notti                                                                   
          che non accadono                 
                    mai           
  e tu                        
nell'infinito
          delle notti   
        perdersi             







                 Note per appassionati

- Ad altre veglie : Collage in forma di poesia

- titolo ripreso dalla poesia di Guido Gerboni
( riporto per esteso data la brevità )

         Ad altre veglie,
             altre poetesse
          languono,
               si destano

- Ci sono notti che non accadono mai : verso di Alda Merini dalla raccolta Fiore di Poesia

- e tu : spunto ritmico da 'ci sono notti' di Lorella de Bon

- nell'infinito delle notti, perdersi : rielaborazione spontanea ( alcuni potrebbero chiamarla cripto citazione )  di un verso da 'Tutto ho perduto' di Ungaretti;
( a seconda dell'umore, si può immaginare 'perso' al posto di 'perdersi' )
                                             

giovedì 12 novembre 2009

             
 Liberato, liberus, Libero


Soffrendo per una Ferita al Piede
            Uchiyama Roshi -  Novembre 1952

Se avessi una moglie che si prende cura di me,
se i miei genitori fossero vicini,
se avessi denaro,
non avrei sofferto.
Nella mia stanza coperta di polvere
steso su coperte logore
ricordando Giobbe:
"Posso sopportare questo intenso dolore",
sono riconoscente.

Gli uomini si preoccupano:
"E se perdessi i miei risparmi",
"E se mi ammalassi,
perdessi il lavoro?",
formulando sempre il loro pensieri
"E se....".
Hanno paura, benchè i loro timori
siano infondati.
Per quanto io sia malato,
senza risparmi
o rendite,
incapace di mangiare,
anche se morissi di fame
non lo considererei strano.
E proprio per quello
sono riconoscente.

Mi fece dono di questa poesia scritta da un monaco buddhista, un mio vecchio amico di lungo decorso, aspirante anch'egli alla buddhità, in una corrispondenza inesplorata nel periodo natalizio scorso.
Mi è sovvenuta, mentre rileggendo 'il Demone toccatoci in sorte', una frase me l'ha richiamata alla memoria,
oltre al mal di denti che mi fa compagnia da un paio di giorni e che rende la riflessione sulla sofferenza, sul senso della vita, sulla necessità, giustizia e grazia del nostro transito terreno a più riprese sviluppato nel corso delle migrazioni dell'anima, qui sulla terra ad apprendere le lezioni necessarie per elevarsi, far ritorno al padre celeste, allo Spirito, a una dimensione ultraterrena, al Nulla, alla Vacuità eppur pienezza...la rende come dire, più evidente e consolatoria. Aprirsi al mito di Er ( punto di partenza delle riflessioni contenute nel suddetto libro ) nella sua semplicità e profondità, mi spinge a riprendere la faticosa questua sul destino e il libero arbitrio. In effetti già solo a ragionare un po', la lotta è persa in partenza, essendo almeno per definizione il destino sempre un passo avanti a noi, o noi sempre uno indietro. E del destino, il demone custode, che scegliamo nel Tempo prima del tempo, se ne farebbe garante. La libertà perciò, appparterebbe ad una dimensione superiore, la scelta è altrove, aprendo scenari fantascientifici, anche più che quantistici.
Nelle parole del Don Juan di carlito castaneda, la via del guerriero alla conoscenza si può riassumere in quattro fasi, (2) ripulitura del proprio anello di collegamento arrugginito ( 1 ; quando ancora è un essere umano comune ) con l'Intento, lo Spirito,(3) manipolazione dell'Intento e (4) all'accettazione dei piani dell'Astratto ( Intento ). Ora, premesso che ogni cultura ha le sue forme e quindi le stesse parole hanno cadenze diverse che a volte non ci azzeccano niente con i significati che gli attribuiamo, nel momento in cui il nostro anello di collegamento ( tutti ne sono provvisti ) è ripulito e ben funzionante, all'apice del nostro sviluppo spirituale, dovremmo giungere ad uno stato di comprensione tale, uno stato di coscienza superiore, al di là del tempo e dello spazio, tale da possedere la vera conoscenza, lo stato di grazia, l'estasi, la libertà....sempre che questo sia il nostro destino !
Ed infine, per rispondere a quella lettera inevasa, quando soffrendo per una ferita al piede, elevato nell'anima fino alle levità dello Spirito che tutto sa e tutto tace, immerso nella grazia, e poi ricadendo nel piano vivere dell'uomo della strada che nell'atto di cadere sogghigna la misura della propria incomprensione,
' non è che il dolore è strano, è che fa male.......'  
  

mercoledì 4 novembre 2009

Del Nuotatore di John Cheever






Da una sponda all'altra, l'attraversamento incombe,
e ciò che ci spinge a coprirne la distanza 
giunti a destinazione, ci rivela altro da ciò che aspettavamo.
La verità è il ritorno : ripercorre a ritroso ogni nostro passo d'innocenza celato in quest'inganno.
Come l'alternarsi delle stagioni vela il cambiamento nella speranza di un continuo ripetersi senza turbamenti,
come le ore del giorno scandite in taciturne divisioni, il mattino, il pomeriggio, la sera e poi la notte   
come un libro che ci concede il lusso di assistere al dispiegarsi di trame fitte fuori del tempo, lasciando illibata la carne, presa la sola anima dal turbarsi, vaghiamo,
prima che all'incontro finale ci si corrompa nella redenzione.
Perchè al termine del viaggio quale che esso sia, al compimento dell'attraversamento,
di fronte all'uscio abbandonato della propria vergogna, accesso all'attimo di veglia,
si sprofonda nel cuore della notte, nell'abbraccio di questo abisso che ci assicura alla prossima luce. 
 

domenica 25 ottobre 2009

                                   
     TRISTESSA




                                          

sabato 17 ottobre 2009

D'AGOSTO 





                       
                                     eccoci qui,       
                                                        il punto di approdo,
                                                                                      di tanto peregrinare...

Quest'estate, venendo a porsi urgenza di evaporare la calura d'agosto che sebbene spanda petali in ogni dove e pur sempre la stessa canicola che risveglia ceneri nei colossei,dopo una mattinata spesa tra i roventi sassi di una spiaggia da bollino blu, seguita da un degno pranzo all'osteria del mare, ci ritrovammo a cercar conforto in una pinetina di d'annunziana memoria, circondata da vigneti e pensosi uliveti, sporta da una collina di un belvedere aperto sulla costa ghermita di trabocchi sul mare.


Il tempo è tiranno, è questo, non è un caso.
La luce accenna e declina,
e sono gli attimi di passaggio, rari e preziosi.
Passeggiando, erano forse le tre e mezza del pomeriggio, lungo i lucertolati sentieri, e le sgargianti farfalle a impreziosire il verde di questa bolgia miracolata, nella pace, solo pochi erano i fortunati avventori intenti a godersi la quiete di questo luogo quasi segreto, e mossi ancora,
sembrava come di essere finalmente giunti, chissà da quale memoria richiamati, da quale dimentincanza liberi, lontani dai quotidiani affanni,
qui, 
con la vista brillante sul mare e il verde dell'ombra degli alberi. 


domenica 11 ottobre 2009

            
IL DOMANI NON SA


Quando la Notte
  la disfatta
              è il compimento del Giorno
il passo che solleva l'anima
   é questa voce 
                  che tiene il cielo
                      dal cadere__
                                           |

L'album Revolver dei Beatles, siamo nel 1966, si conclude con la traccia Tomorrow Never Knows, ispirata a Lennon dalla lettura del libro ' The Psychedelic Experience ' di Timothy Leary,  Ralph Metzner, & Richard Alpert (Ram Dass), a sua volta rilettura del Libro Tibetano dei Morti. Considerato uno dei più riusciti esperimenti di rock psichedelico dei 4 battuti e beati scarafaggi di Liverpool, come in un'atmosfera di sole nascente e vitreo candore, questo pezzo avvolge e confonde, disorienta....
"spegni la mente, rilassati e abbandonati alla corrente".